ilvicinato@ - Fonte Unione delle Chiese metodiste e valdesi
- «Prima noi, dicono Giacomo e Giovanni; poi vengono
gli altri. Frasi che sentiamo pronunciare ogni giorno, con una frequenza
inquietante.Ho letto una storia, anni fa, che aiuta a interpretare la posizione
di Gesù, radicalmente diversa da quella di Giacomo e Giovanni. Un Boeing 737, con le sue ali avvolte dal
ghiaccio, non riuscì a decollare e dopo pochi istanti riuscì a deviare la sua
caduta sul fiume Potomac (…) Ma dopo pochi istanti, uno dopo l'altro, in mezzo
ai pezzi di ghiaccio e di aereo, apparvero sei sopravvissuti. L'equipaggio
dell'elicottero gettò un'ancora di salvezza nelle mani dell'uomo che apparve essere
quello con maggiori possibilità di
sopravvivenza, ma Arland consegnò la ciambella di salvataggio a una
delle donne nell'acqua. E cosi, ogni volta che prese la ciambella di salvataggio,
la diede a qualcun altro. L'ultima volta che l'elicottero arrivò la coda dell'aereo
era stata inghiottita dalle acque gelide. E così anche Arland. Vai per ultimo,
prima gli altri. Non perché sei un eroe, ma perché sai che qualcun altro l'ha
fatto. Gesù l'ha fatto per te, ma anche per me e per gli altri. Lui l'ha fatto
per tutte e per tutte. È stato immerso nella morte per restituirti alla vita e
per darle un senso. Ci dia il Signore di sapere vivere un frammento di questa
rivoluzione, che è la rivoluzione di chi dice di volere seguire Gesù e si dice
cristiano». Alcuni stralci di una riflessione di Gianni Genre, Pastore evangelico
