ilvicinato@ - Fonte Unione delle Chiese metodiste e valdesi - «(…)
L'aggettivo "viva" permette di distinguere la speranza cristiana da
ogni altra speranza umana e da tutto ciò che umanamente si può sperare. Per quanto
la speranza sia una dimensione essenziale dell'esperienza umana, in quanto
consente di trovare la forza di vivere, di lottare contro le difficoltà e di
guardare al futuro pensandolo migliore del presente, rimane pur sempre
un'attesa impaziente e angosciosa di qualche cosa di incerto, che ha più
possibilità di non realizzarsi che di realizzarsi. Se la speranza è come un
sogno ad occhi aperti, come detto dal filosofo Aristotele, c'è da dire che i
sogni difficilmente si avverano. Pietro parla invece di una speranza viva, che
non si iscrive nel calcolo delle probabilità e non può essere distrutta, come
le speranze carnali e chimeriche, ma certa e sicura, perché donata da Dio. Una
speranza viva perché Cristo è vivo; viva perché rappresenta un possesso anticipato
della vita eterna, che secondo l'apostolo Pietro è come un'eredità
incorruttibile, senza macchia e inalterabile, conservata in cielo, e infine,
una speranza viva perché è parte integrante della nuova vita che inizia con la
rigenerazione attraverso il battesimo, la cui fonte inesauribile è la
risurrezione di Gesù Cristo dai morti». Alcuni stralci di una riflessione di
Jean-Félix Kamba Nzolo, Pastore evangelico