umbertocanovaro@ - «Sappiamo come questo termine abbia oggi un
significato fortemente negativo, di ricetto d’acqua putrida e lorda. C’è chi lo
fa risalire al greco bothynos (fosso), che seppur non abbia un intermediario
latino, potrebbe risalire a “puteus”, cioè pozzo o botro. Ma nel tardo medioevo
il termine assunse un significato meno olezzante, soprattutto in Toscana, a
Siena ove per tale si indicava una serie di canalizzazioni per l’acqua talmente
imponente da far affermare che questa città “era più bella di sotto che non in
superficie” (Carlo V). Ed anche a Livorno, i famosi “bottini dell’Olio”, che
oggi ospitano tante mostre e collezioni (nella foto), furono ideati nel 1705
come semplici depositi di questo prezioso alimento. Ecco, probabilmente è
proprio nel significato di deposito di materiale (di scarto), il “butto”, che
oggi gli archeologi analizzano finemente per ritrovare la microstoria delle
civiltà passate (andando alla ricerca di piatti, vasi, stoviglie e quanto altro
di rifiuto venisse lì abbandonato) che si può ritrovare l’essenza di questa
accezione». Umberto Canovaro
