umbertocanovaro@ - «Il caldo torrido di questa estate fa ancora
gradire un riposante pisolino dopo pranzato, cioè una piccola “siesta”.
L’assonanza spagnola è giusta, visto che il Sacro Romano Impero governò
l’Italia per molti secoli; ma a qualcuno potrebbe tornare strano il numero sei,
o meglio “sesta”. Ma si deve sapere che con la riforma di San Benedetto per i
conventi, le preghiere erano cadenzate secondo le ore canoniche, e numerate
ogni tre, come al tempo degli antichi Romani:
partendo dalle Laudi (all’Alba), la prima (le 6), terza (le 9), sesta
(le 12), nona (le 15), vespri (tramonto), compieta (circa le 21). L’ “hora sexta”, come si vede, era sul
mezzodì, e l’uso invalso di una pausa con sonnellino dopo pranzo, fu definita
per l’appunto, siesta». Umberto
Canovaro
