ilVicinato@ - «Vi mando un saluto romano» ... Pausa ad effetto con sorrisino
furbetto, e poi: «Nel senso che sono a Roma». È quanto riportato dal giornale elbareport.it
(rubrica A Sciambere) in merito al saluto del sindaco di Rio, Marco Corsini, collegato
in videoconferenza all'iniziativa “Miniere
- Mines”. Prosegue l’articolista «(…) Con tutta probabilità il sindaco
lazial-riese pensava di aver detto qualcosa di simpaticamente buffo, una
spiritosa battuta, capace di stimolare
almeno il sorriso se non l’ilarità dell'uditorio. A noi invece è parsa un'uscita
di basso profilo, non di cattivo, ma di
pessimo gusto, e non solo. Infatti non si può liquidare i saluti romani e i
fascisti come fenomeno folcloristico; abbiamo sperimentato nelle ultime ore,
proprio a Roma, quanto vivo, violento, eversivo e vile sia lo squadrismo dei
nostri giorni, quanto resti attuale il
monito di Bertold Brecht “... il ventre da cui è nato è ancora fecondo”. Sia chiaro comunque che nessuno contesta (in
questa sede) a Corsini i suoi metodi e risultati di governo buoni o meno, né
tantomeno il suo felice e legittimo essere uomo della destra, la sua storia più
datata (di membro della Giunta Alemanno a Roma), e quella più recente con l'endorsement
con foto dei candidati di Fratelli d'Italia (assieme al collega capoliverese
Montagna) più che parlare, squillano. Quello che Corsini, a nostro sommesso
avviso, non può permettersi, in veste istituzionale, sono le battute sugli
spettri come il “saluto romano” o il fascismo, che sono argomenti talmente
seri, da essere trattati come il male primigenio dalla nostra carta
Costituzionale (…) Fossimo
tra i non pochi riesi, sinceramente democratici, ergo antifascisti, che hanno
sostenuto e votato Corsini, chiederemmo delle scuse per questa gaffe (…)».