10 ottobre 2021

RIO, MANDARE UN SALUTO ROMANO NON È UNA BATTUTA SPIRITOSA

ilVicinato@ - «Vi mando un saluto romano» ... Pausa ad effetto con sorrisino furbetto, e poi: «Nel senso che sono a Roma». È quanto riportato dal giornale elbareport.it (rubrica A Sciambere) in merito al saluto del sindaco di Rio, Marco Corsini, collegato in videoconferenza all'iniziativa  “Miniere - Mines”. Prosegue l’articolista «(…) Con tutta probabilità il sindaco lazial-riese pensava di aver detto qualcosa di simpaticamente buffo, una spiritosa battuta, capace di stimolare  almeno il sorriso se non l’ilarità  dell'uditorio. A noi invece è parsa un'uscita di basso profilo,  non di cattivo, ma di pessimo gusto, e non solo. Infatti non si può liquidare i saluti romani e i fascisti come fenomeno folcloristico; abbiamo sperimentato nelle ultime ore, proprio a Roma, quanto vivo, violento, eversivo e vile sia lo squadrismo dei nostri giorni,  quanto resti attuale il monito di Bertold Brecht “... il ventre da cui è nato è ancora fecondo”.  Sia chiaro comunque che nessuno contesta (in questa sede) a Corsini i suoi metodi e risultati di governo buoni o meno, né tantomeno il suo felice e legittimo essere uomo della destra, la sua storia più datata (di membro della Giunta Alemanno a Roma), e quella più recente con l'endorsement con foto dei candidati di Fratelli d'Italia (assieme al collega capoliverese Montagna) più che parlare, squillano. Quello che Corsini, a nostro sommesso avviso, non può permettersi, in veste istituzionale, sono le battute sugli spettri come il “saluto romano” o il fascismo, che sono argomenti talmente seri, da essere trattati come il male primigenio dalla nostra carta Costituzionale (…) Fossimo tra i non pochi riesi, sinceramente democratici, ergo antifascisti, che hanno sostenuto e votato Corsini, chiederemmo delle scuse per questa gaffe (…)».