14 dicembre 2023

CAVO, IL MAUSOLEO TONIETTI (OGGI A GRAVE RISCHIO), UN MISTERO D’AUTORE SUL MARE DELL’ELBA

ilVicinato@ - Informazione da Facebook - «Sulla punta nord-orientale dell’Elba, affacciata sul Canale di Piombino, sugli isolotti dei Topi e di Palmaiola e verso la terraferma, dal promontorio del Lentisco (appena alle spalle di Cavo), svetta quello che da lontano potrebbe sembrare un faro. Si tratta invece di altro, cioè della costruzione più bizzarra dell’isola conosciuta come Mausoleo Tonietti. La sua punta si staglia netta al di sopra della macchia mediterranea, al momento della costruzione certamente più bassa, ma per poter osservare l’edificio da vicino occorre un minimo di fatica: una ventina di minuti di cammino da Cavo, lungo un bel sentiero sovrastato da un ombrosissimo tetto di querce, lecci e pini marittimi, qualcosa di più se si sale dalla Cala delle Alghe o dalla spiaggia di Frugoso, con un percorso più lungo che però regala una panoramica su buona parte del promontorio, terminale orientale dei percorsi della GTE (Grande Traversata Elbana). Quello che ci si trova improvvisamente di fronte al termine di un breve e stretto sentiero laterale, è una specie di faro a torre con base quadrata, realizzato in calcari e marmi locali, che , per la presenza di volti corrucciati, prue di navi, sculture di rapaci e di leoni, trasmette un senso di sinistra e inquietante bellezza, amplificato dal fatto che la costruzione è in totale decadenza e abbandono: elementi strappati dalla facciata, gradini di accesso rotti o divelti, ampie porzioni del pavimento mancanti tanto da sconsigliare l’accesso all’interno a chi non sia in piena efficienza fisica. Interno che oltretutto si presenta decisamente spoglio e vandalizzato da scritte e graffiti frutto di decenni di scorrerie. Una scala in pietra e una arrugginita e pericolante senza alcuni gradini portano al piano superiore, dove gli originali vetri policromi degli oblò sono andati naturalmente distrutti da tempo (…) L’attuale condizione di degrado del Mausoleo Tonietti è da anni oggetto di lamentele e critiche sia in ambito locale che da parte dei turisti (basta un rapido giro sul web per farsene un’idea). Nel dicembre del 2016 una delibera del Ministero per i Beni e le Attività culturali ha dichiarato il sito «di interesse culturale» sollecitando a inizio 2017 gli attuali proprietari del terreno e quindi dell’edificio (residenti fuori dall’isola) a un incontro per definire un «adeguato programma di interventi conservativi» e «predisporre, in tempi rapidi, una adeguata recinzione perimetrale che impedisca l’accesso al monumento, corredata di cartelli che segnalino il pericolo di crolli. Ciò per impedire ulteriori atti vandalici ma anche per salvaguardare chi, incautamente, si avvicinasse o entrasse nel Mausoleo, con conseguenze per la sua incolumità, ma anche nei confronti della proprietà, nel caso si verifichino incidenti». Sono passati quasi sette anni e questa comunicazione, che presupponeva l’obbligo di un restauro, è rimasta lettera morta: il Mausoleo resta tutt’oggi privo di qualunque recinzione e accessibile in ogni sua parte sia di giorno che di notte, e da parte sua il Comune di Rio Marina fa sapere di non poter intervenire in un terreno privato. Al di là del crescente rischio di incidenti, si può solo sperare che uno dei non numerosissimi monumenti di valore storico e artistico in terra elbana sia messo al più presto in sicurezza e sotto definitiva tutela prima che il suo recupero diventi eccessivamente complesso e/o costoso». Articolo completo pubblicato sul Corriere della Sera