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«Discendenti da esuli senesi del Cinquecento, i Cignoni si erano stabiliti a
Rio nell’Isola d’Elba. Qui, veri lupi di mare al comando di velieri di proprietà,
si diedero al commercio del ferro e del carbone tra Toscana e Spagna, divenendo
all’occasione corsari con tesoro e cannoni. Durante il Risorgimento, nel 1853,
il capitano Giovanni Cignoni entrò in contatto con gli ambienti evangelici di
Nizza, e ne ripartì con il suo veliero, introducendo di nascosto all’isola la
Bibbia in italiano, allora severamente vietata. Si formò così un gruppo
evangelico clandestino che con l’Unità d’Italia uscì allo scoperto e si
costituì in chiesa valdese di Rio Marina, promosse le scuole elementari, aperte
a tutta la popolazione, e costruì un tempio e un cimitero. Gli armatori Luigi
ed Egisto Cignoni, figli di Giovanni, con sede a Livorno, incrementarono la
produzione di carbone da legna con l’acquisto di foreste in Sardegna e
svilupparono la flotta di famiglia con bastimenti a vela e a vapore che
raggiungevano la Spagna, il Rio de la Plata e la Gran Bretagna. Mario di
Egisto, residente a Tunisi, fu un magnate del carbone e del legname in Nord
Africa, con proprietà forestali per centomila ettari. Durante la Seconda guerra
mondiale, la sua villa divenne la sede del Comando alleato. Mario vi ospitò
Eisenhower, Churchill e re Giorgio VI. Ristrutturata, è diventata il palazzo
presidenziale della Tunisia».
