lomarchetti@ - «Mettere
la granata in guazzo, in altre parole collocare una scopa in una tinozza o in
un secchio pieno d’acqua. Era una credenza popolare praticata dalle mogli o
fidanzate dei marinai piaggesi quando i loro sposi giungevano con il bastimento
nella rada di Rio Marina. Le loro donne mettevano la “granata in guazzo” sperando
che cominciasse a piovere: in miniera suonava il “consolato”, il lavoro era
interrotto e anche il minerale non poteva essere caricato. Insomma, la partenza
dei loro uomini era rinviata e pertanto rimanevano qualche altro giorno a
“porto coscia”. Tale superstizione si è mantenuta finché ero bambino ma mettere
la “granata in guazzo”, è un modo di dire che si è protratto negli anni e lo si
dice, in modo particolare, quando piove in occasione di una festa all’aperto, o
un qualsiasi festeggiamento, oppure un evento politico non è gradito alla parte
avversa».
