19 settembre 2024

PORTO AZZURRO, L'AGRICOLTORE STEFANO REBUA CHE CHIEDE UNA REVISIONE DELLE REGOLE DEL PARCO

ilVicinato@ -  Fonte notizia ElbaPress - «L’agriturismo Rebua è un’azienda agricola a conduzione familiare, si trova a Porto Azzurro, all’interno del territorio del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Una storica azienda che risale al 1700, una tradizione che si tramanda da generazioni. Con l’istituzione dell’Ente Parco nel 1996 sono state emanate delle normative e una fra queste vieta gli abbruciamenti di sfalci e potature che nell’azienda sono prodotti in grande quantità non nel peso ma nei volumi. Questo costringe i titolari a portare il materiale in discarica e quindi sostenere costi importanti sia per il trasporto e sia per l’acquisto di materiali utili alla produzione. Racconta Stefano Rebua, titolare dell’azienda: “Noi facciamo agricoltura biologica quindi non usiamo prodotti chimici, quando bruciamo creiamo un ammendante naturale che spargiamo nei terreni. Ma se ci è vietato l’abbruciamento tutto questo viene meno. L’abbruciamento è essenziale, se dovessimo usare per esempio un micro trituratore, non faremmo altro che spargere tutte le muffe e parassiti all’interno dell’azienda. Vorrei che i responsabili del Parco venissero in azienda per vedere che è tutto coltivato, lascio anche un ettaro di terreno a rotazione per la sicurezza, ho pompe apposta, acqua a disposizione, il bosco è lontano circa 800 metri quindi non capisco quale flora io possa danneggiare. Non voglio fare abusi ma nello stesso tempo chiedo di non dovere spendere dei soldi inutilmente e continuare a potere coltivare nella maniera più sostenibile. Fino a qualche anno fa era tacitamente tollerata la pratica degli abbruciamenti, oggi se lo fai sei il peggior nemico della natura”. Ma perché l’abbruciamento è vietato? Sembra perché si potrebbe creare un danno alla flora tutelata del Parco!».