lomarchetti@ - «Una
brutta figura che con un po' di modestia poteva essere evitata. Bastava che la
presidente del consiglio comunale avesse sospeso la seduta e la vice sindaco avesse
chiesto alla minoranza un "voto tecnico" a favore dell'immediata
esecutività delle due delibere, e tutto si sarebbe risolto positivamente,
ma i maestri presuntuosi, anche quando non ci sono, lasciano il segno. Mi
riferisco alle due deliberazioni votate dal consiglio comunale di Rio dello scorso
23 agosto da 6 consiglieri sui 13 che compongono l'assemblea. Queste
riguardavano argomenti importanti per la salvaguardia e l’assestamento del
bilancio comunale, che dovevano essere approvati entro il precedente 31 agosto.
Per esse è stato chiesto il voto per l’immediata esecutività ai sensi
dell'articolo 134, comma 4 del Testo unico sugli enti locali il quale stabilisce
che questa sia votata dalla metà più uno dei componenti l'assemblea, nel nostro
caso 7 su 13 e non 6 com'è avvenuto. Ora le due delibere devono essere
riportate al voto del consiglio comunale. Insomma, cari amici, la presunzione è
una cattiva consigliera». Lorenzo M.
