lomarchetti@ - «La Ricciolina,
chiamata così per i suoi folti capelli ricci e neri, viveva in una campagna di
Grassera da dove tutte le mattine, dopo aver munto le mucche, andava a piedi Rio
Marina con due bombole di latte. Qui girava per i vicinati del paese e con voce
baritonale chiamava per nome le sue compratrici abituali. Una di queste era la
moglie del geometra del paese alla quale la Ricciolina strillò: “Bettina scendi
che c’ho il latte!”. Ma la signora che forse si era alzata con la luna di
traverso, si affacciò alla finestra e le rispose: “Cos’è questo modo di
rivolgerti a me dandomi del tu e di chiamarmi per nome, io sono la signora
Elisabetta Specos, mettitelo bene in capo!”. La nostra campagnola il giorno
dopo avvisò la cliente della sua presenza e a squarcia gola enunciò: “Scenda signora
Specosse” e poi a bassa voce aggiunse: “De’ mi coglioni”. Da qui il detto: “Hai
fatto come la Ricciolina”. Insomma, noi riesi semo fatti così». Lorenzo
