giuseppe.coluccia@ - «In occasione della manifestazione
partecipatissima, di domenica 13 alle Fornacelle, per protestare per i danni arrecati
al territorio da un'iniziativa privata che ha bloccato l'accessibilità e
fruibilità alla spiaggia, è stato esposto un manifesto che chiedeva:
"Basta Privatizzazioni. Istituzioni sveglia". Credo che questa
affermazione riassuma bene la richiesta dei cittadini, residenti e non, che
ormai da anni assistono ad una continua e irrefrenabile privatizzazione di
spazi ed aree pubbliche, spiagge, coste, strade, che progressivamente sono
state interdette alla frequentazione pubblica. Una frequentazione pubblica
praticata da tempo in modo spontaneo e consuetudinario e che in alcuni casi si
è sovrapposta all'interesse proprietario privato. Da qualche tempo ormai, a
fronte di una forte pressione del mercato turistico, l'insieme dei beni
immobili dell'Elba hanno ricevuto una alta valorizzazione di scambio, per cui
tutto è divenuto un'opportunità di profitto privato. Questo ha indotto non solo
i proprietari a delineare i propri beni con recinzioni, cancelli, muri,
interdicendo passaggi ed accessi ad aree pubbliche ad essi limitrofi, ma anche
ad impiantare attraverso concessioni, licenze e autorizzazioni attività e
imprese private in aree pubbliche, o demaniali, terrestri e marine, come:
spiagge, piazze, vie, specchi d'acqua balneabili prospicienti golfi e
insenature, privatizzandole. In qualche caso, citando ad esempio la località
turistica di Nisportino, non esistendo in essa nessuna area di proprietà
pubblica, se non l'alveo di una valle, se il privato volesse, potrebbe chiudere
gli accessi alla spiaggia che attualmente gravano sulla sua proprietà». Pino Coluccia (continua)
