17 ottobre 2024

RITORNO AL FUTURO, RITORNO AL PUBBLICO (1di3)

giuseppe.coluccia@ - «In occasione della manifestazione partecipatissima, di domenica 13 alle Fornacelle, per protestare per i danni arrecati al territorio da un'iniziativa privata che ha bloccato l'accessibilità e fruibilità alla spiaggia, è stato esposto un manifesto che chiedeva: "Basta Privatizzazioni. Istituzioni sveglia". Credo che questa affermazione riassuma bene la richiesta dei cittadini, residenti e non, che ormai da anni assistono ad una continua e irrefrenabile privatizzazione di spazi ed aree pubbliche, spiagge, coste, strade, che progressivamente sono state interdette alla frequentazione pubblica. Una frequentazione pubblica praticata da tempo in modo spontaneo e consuetudinario e che in alcuni casi si è sovrapposta all'interesse proprietario privato. Da qualche tempo ormai, a fronte di una forte pressione del mercato turistico, l'insieme dei beni immobili dell'Elba hanno ricevuto una alta valorizzazione di scambio, per cui tutto è divenuto un'opportunità di profitto privato. Questo ha indotto non solo i proprietari a delineare i propri beni con recinzioni, cancelli, muri, interdicendo passaggi ed accessi ad aree pubbliche ad essi limitrofi, ma anche ad impiantare attraverso concessioni, licenze e autorizzazioni attività e imprese private in aree pubbliche, o demaniali, terrestri e marine, come: spiagge, piazze, vie, specchi d'acqua balneabili prospicienti golfi e insenature, privatizzandole. In qualche caso, citando ad esempio la località turistica di Nisportino, non esistendo in essa nessuna area di proprietà pubblica, se non l'alveo di una valle, se il privato volesse, potrebbe chiudere gli accessi alla spiaggia che attualmente gravano sulla sua proprietà». Pino Coluccia (continua