ilVicinato@ - da un lungo articolo di Giovanni Fratini
pubblicato sulla stampa locale: «Quando
nel 1998 una delegazione del comune di Portoferraio si presentò a Roma con in
mano i dati relativi all’entità del lavoro annualmente svolto dalla nostra pretura,
il presidente della commissione giustizia del senato disse di lasciar perdere
quei numeri, i carichi di lavoro, i costi o i risparmi. Non sarebbero serviti a
nulla, non avrebbero mai potuto giustificare il mantenimento di un tribunale,
ma di insistere, di fare leva sulla condizione d’insularità del territorio e
sui disagi che deve quotidianamente sopportare chi vive in una piccola isola. E
solo grazie alla “insularità”, con il decreto legislativo n°51 del febbraio
1998 approvato dal governo Prodi, ottenemmo l’istituzione non provvisoria ma
definitiva di una sezione distaccata del tribunale di Livorno. Il governo Monti,
però, nel 2012 decise di cancellare dalla carta geografica delle sedi
giudiziarie la nostra e quelle di Ischia e Lipari. Ora sembra che ci creda
l’attuale ministro e per questo ha chiesto ai componenti della delegazione (I sindaci
di Portoferraio e Rio etc, ndr) di fornire quanto prima “una completa
fotografia della situazione attuale”. Ma per mantenere in piedi il nostro tribunale
ci soccorre l’art.174 del Trattato dell’Unione europea che fa obbligo agli stati
membri di tener conto dei “gravi e permanenti svantaggi naturali” delle regioni
insulari. E dal novembre del 2022, dopo appena un mese dalla nomina di Nordio a
ministro, anche la nostra Costituzione, che all’art.119, non invita, ma
“obbliga” la Repubblica a riconoscere “le peculiarità delle isole“ e a
promuovere “le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti
dall’insularità”».
