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schiaccia briaca è la regina dei dolci natalizi della tradizione dell’Isola d’Elba.
Era tra i doni più frequenti che i riesi offrivano a chi andava per mare. La
sua pasta quasi secca, con poco lievito e senza uova, costituiva una fonte di energia
immediata e gustosa, adatta a essere conservata a lungo nelle cambuse. Le
origini della schiaccia briaca risalgono al periodo delle invasioni dei pirati.
La ricetta di questa semplice focaccia non prevedeva l'utilizzo dell'alcool,
per seguire i precetti dell’Islam, e raccoglieva insieme vari tipi di frutta
secca, ingredienti tipici della cucina mediorientale. Nell'Ottocento il miele
fu sostituito dallo zucchero e la schiaccia fu "imbriacata" con il
vino aleatico e l'alchermes. Come si prepara? Ingredienti: Kg. 1 di farina bianca,
gr. 800 di zucchero, una bustina di uva secca, gr. 800 di frutta secca tritata
(800gr. di noci, una busta di mandorle e una bustina di nocciole e pinoli),
scorze grattugiate (arancio e mandarino), un bicchiere d'olio di oliva, due
bicchier di aleatico, mezzo bicchiere di alchermes e di liquore, una bustina e
mezzo di lievito (consigliato il Pane degli Angeli). Preparazione: La sera
preparare un piccolo pane con il lievito in un bicchiere d'acqua tiepida e con
gr. 100 di farina, lasciarlo lievitare tutta la notte, coperto con un panno. Mettere
la farina sulla spianatoia, aggiungervi il pane lievitato, la frutta secca tagliuzzata
e le scorze grattugiate, l'uva secca (ammollata la sera precedente nell’aleatico),
l'olio, l'aleatico, l'alchermes. Impastare il tutto, lavorando lungamente
l'impasto che deve risultare omogeneo e morbido. Ungere una teglia rotonda con lo
strutto, e stendervi l'impasto. Prima di mettere in forno, coprire l'impasto
con i pinoli e aggiungere gocce di aleatico, l'alchermes, olio d’oliva e una
spolverata di succhero. Cuocere in forno caldo a 180 gradi per 45 minuti circa.
Sfornare, lasciar raffreddare e poi collocare la schiaccia su di un piatto. Curiosità:
a Porto Longone (Porto Azzurro e Capoliveri) la schiaccia briaca è bianca perché
è usato il moscato al posto dell'aleatico, ma non è l’originale». Nonna Umiliana Cecchini
