lomarchetti@ - «Il
mio babbo Pino, quando era “in terra” in attesa dell’imbarco, andava ad aiutare
sua mamma Ninetta (Argia, per lo stato civile) nella gestione del negozietto di
frutta e verdura che aveva al Mercato di Rio Marina. Io quando non ero a scuola,
andavo a fargli compagnia e magari andavo Sotto il Tempio, l'attuale Piazzetta,
a giocare con i miei coetanei. Ma un giorno piovigginoso ero bottega e entrò
una donna con un trucco vistoso che si sfogò con il mio babbo raccontandogli un
episodio di cui io percepii solo una frase:"Se non la smette gli do una grillettata
che lo stendo!". Dopo gli acquisti la donna pagò è uscì dal negozio. Io
avevo cinque anni, ma ero già molto attento e curioso, inoltre mi preoccupai perché
conoscevo bene il destinatario della sgrillettata, quindi chiesi a babbo che
cosa fosse il grilletto. Lui mi parlò di elmetti e fucili dei militari, ma non
mi convinse. Solo anni dopo, ingrandendo, seppi che la signora avrebbe voluto
ferire quell'uomo usando una parte dell'apparato genitale femminile». Lorenzo M.
