ilVicinato@ - Fonte notizia ElbaReport - «Alle due del
pomeriggio del 26 febbraio 1815, tutta le truppa napoleonica, composta da circa 1.500 soldati,
fu raccolta in Piazza d’Armi. Alle quattro, attraversando la porta della Gran
Guardia, i militari, sotto il comando del Maresciallo Bertrand, salirono a bordo
della piccola flotta che si trovava ancorata nella rada di Portoferraio. Alle 6
di sera, secondo la cronaca della giornata, riportata dal Maire Pierre Traditi
nel suo Régistre des Arretés de la mairie de Portoferraio. Anne 1813- 1815,
conservato nell’archivio storico del comune di Portoferraio, l’Imperatore
accolse nella sua residenza dei Mulini tutte le autorità cittadine e comunicò
loro la sua partenza, insignendo contemporaneamente i prescelti delle cariche
di governo in sua assenza. Lasciò il Comando militare dell’Isola al Ciambellano
Cristino Lapi, dandogli il grado di Generale di Brigata. Nominò quindi una
Giunta di Governo composta da: Giuseppe Balbiani, Intendente dell’Isola d’Elba,
Vincenzo Vantini, Procuratore imperiale dei Tribunali dell’Isola d’Elba e
Ciambellano di Sua Maestà, Giuseppe Arrighi, Vicario generale dell’Isola
d’Elba, Candido Bigeschi e Pellegro
Senno, proprietari. Prima di accomiatarsi, di fronte a una platea commossa ed
emozionata, l’imperatore pronunciò le seguenti parole: Io parto, sono
soddisfatto di voi, non me ne scorderò… e per la confidenza che ho in voi vi
lascio la madre e la sorella». dott.ssa Gloria
Peria
