lomarchetti@ - «Nel
1960 avevo otto anni (nella foto) quando
Silvia, la mia nonna materna, afferrava il secchio con la spazzatura, poi mi
prendeva per mano e insieme andavamo all’orto che era vicino agli Ammazzatoi, e
lì, sul bordo della concimaia, rovesciava il contenuto del secchio e con una
canna divideva l’organico dai pochi tubetti di conserva, del dentifricio e poco altro.
Questi ultimi li metteva da parte, mentre gli avanzi del cibo li spingeva nella
buca per “fare concime”. Da allora sono passati sessantacinque anni, e l’operazione
che ogni giorno faceva nonna Silvia non sarebbe più possibile perché nei
nostri avanzi di casa la plastica e la carta hanno preso il sopravvento. Insomma,
la comunità è cambiata e, con tutti i suoi pregi e difetti, non è più la stessa
di quando avevo otto anni. È assurdo, quindi, continuare ripetere che quando noi
eravamo piccoli non c’erano gli allerta meteo e andavamo a scuola con la
pioggia, con la neve e con il vento forte. È così difficile comprendere che da
allora anche il clima è cambiato e i cicloni sono sempre più frequenti anche sulla
nostra Isola?». Lorenzo M.
