ilVicinato@ - «Così
quella che avrebbe dovuto essere una precisa indagine su un serial killer,
attraverso profilo psicologico, conoscenze tecnico-scientifiche, possibilità di
azione, ricerca dell’impunità e di una copertura, soluzioni praticate per la
realizzazione del piano omicida, si trasforma in una incriminazione di una
persona che, depressa e frustrata, fa di tutto per essere scoperta, uccidendo
quando è in turno ed esponendosi in prima persona con somministrazione diretta
del farmaco mortale. Aspettandosi il suo inevitabile crollo con relativa
confessione, gli inquirenti confezionano un’accusa molto debole tanto da non
reggere al riesame dopo il suo arresto. Quando però la confessione non avverrà,
sarà necessario per i magistrati valorizzare solo i punti a sfavore di Fausta
(pochi), eliminando via via quelli (molti) che non fanno tornare i conti,
spianando quindi la strada alla condanna definitiva, con i ringraziamenti
dell’assassino - fine…». Aldo Claris Appiani e Lorenzo Marchetti
