23 luglio 2025

DISTURBO ALLA QUIETE PUBBLICA CHE SI PROTRAEVA E SI PROTRAE OLTRE LA MEZZANOTTE

lomarchetti@ «La musica beat si diffuse in Italia negli anni ’60 e, divenuta popolare, spinse molti giovani a formare complessi musicali. Così nacquero centinaia di band in grandi e piccoli paesi. Anche Rio Marina fu contagiata da questa moda, e nacquero alcuni gruppi che per ferragosto si esibivano sugli Spiazzi. Molti giovani, per lo più con capelli lunghi (i maschi) e minigonne (le femmine), nelle calde sere estive andavano sul molo e con le loro chitarre suonavano le canzoni in voga in quel momento, canti ai quali tutti si univano in coro. Molti paesani, però, consideravano quelle musiche un “inquinamento acustico”, una cosa intollerante per quei minatori che la mattina alle sette dovevano essere sul posto di lavoro. Quei rumori e quegli schiamazzi, d’altra parte, si udivano in tutti i rioni del paese: dal Sasso al Castello, dal Centro alla Pergola agli Alberetti. E quel disturbo alla quiete pubblica era percepito anche dalla stazione dei carabinieri (dove ora c’è la casa della salute) e puntualmente, allo scoccare della mezzanotte, il maresciallo Giomaria Cirotto si presentava sotto la Torretta, identificava i musicanti e li invitava ad andare nelle loro case. Una volta, però, li denunciò in base all’articolo 659 codice penale (arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 309,00 euro). Oggi, troppo spesso, nelle calde sere dell'estate rumori e schiamazzi si protraggono nei vicinati (es. piazza Mazzini) in orari che dovrebbero essere destinati al riposo delle persone. Insomma, troppo spesso la quiete pubblica non è rispettata perlomeno oltre le ventiquattro, né fatta osservare da chi è preposto a farla mantenere». Lorenzo M.