lomarchetti@ - «Lui
viveva con i genitori e i fratelli nella campagna d'Ortano. Quel giorno dell'estate del 1951 il
babbo gli disse di portare l'asino in mare tanto per “spulciarlo". Lui lo fece
di poca voglia perché voleva andare a Rio Marina dov'erano in corso i
festeggiamenti di San Rocco, ma al babbo si ubbidisce, se no sono botte! Mentre
era nei pressi della riva notò che sulla spiaggia, dalla parte dell'isolotto, c’era
una figura femminile, e disse all'asilo: "Gigi, andamo un po' a vede' chi
è". Pian piano i due si avvicinarono a quella donna che pareva appisolata
sotto il sole d'agosto. Era una signorina di carnagione chiara, anzi
bianchissima, con le lentiggini e i capelli rossi. Lui non lo sapeva, ma era
una turista irlandese. Poi guardò meglio: questa era completamente nuda, erano
rossi anche i peli del suo pube. In quell'istante la villeggiante si destò e
visto il nostro campagnolo, lo inveì tirandoli i sassi per allontanarlo. Lui
con l'asino se ne andò in fretta e furia, ma l'immagine di quel pube con i peli
rossi, gli rimase impresso per sempre. Passò qualche anno e lui convolò a nozze
con una bella ragazza bruna di Rio Elba. La prima notte, la giovane sposa si
presentò nella camera "come mamma l'aveva fatta". Lei non aveva
conosciuto uomo, in senso biblico, ma anche lui non aveva mai avuto un’esperienza
sessuale. Lui squadrò la moglie e disse: "Perché la tua susina non è rossa?".
Lei s’inviperì: "Brutto bugiardo, m’avevi giurato che io ero la tua prima
donna, ma chissà con quante puttane sei andato finora". A noi non è dato
sapere né come si finì quella nottata né come andò avanti il matrimonio». Lorenzo M.
