lomarchetti@ - «La
delegazione di spiaggia di Rio Marina aveva un ruolo importante nella vita del
paese, almeno finché le miniere di ferro erano in piena attività. Vittorio
Santilli, delegato di spiaggia, svolgeva il suo compito di nostromo per conto
della capitaneria di porto di Portoferraio, in particolare per l’arrivo e la
partenza delle navi che venivano a caricare il minerale. Tuttavia il Santilli
si preoccupava, in modo volontario, di procurare l’imbarco ai marittimi
disoccupati, fare pratiche con la Cassa marittima e non solo. Molti vecchi
marinai ricordano ancora che grazie al Sor Santilli ebbero un imbarco a lungo
corso con la Parodi di Genova, con la Sidermar o altre compagnie. La vita di
questo paese di minatori e marinai, pertanto, girava anche attorno a quel piccolo
ufficio in quella che oggi è una casetta diroccata alle spalle degli Spiazzi.
Ma in questo borgo le persone non erano solo seriose. Si racconta che negli
anni ’60 Giuseppino Mazzei, noto maestro
d’ascia con la falegnameria a fianco della delegazione di spiaggia, dipinse di
nero una palla di corda alla quale aggiunse un mozzicone di canapa, tanto da
farla sembrare una granata, poi con la complicità del maresciallo dei
carabinieri, si presentò nell’ufficio del Santilli. Il maresciallo Brilli
depose l’ordigno sulla scrivania e disse che era stato trovato sul molo, poi
quasi distrattamente avvicinò la sigaretta all’innesto, al che il Mazzei diede
l’allarme perché di lì a poco la bomba
sarebbe esplosa. I tre fuggirono dalla stanza e il Santilli urlò alla moglie
che abitava al piano di sopra: “Eufemia, piglia i bimbi (Walther e Pino) e
scappa, qui scoppia una bomba e salta tutto in aria!”. Dopo qualche attimo di
panico, però lo scherzo fu chiarito e tutto si risolse con una fragorosa risata
liberatoria». Lorenzo M.
