lomarchetti@ - «Antonio
lavorava in miniera e per arrotondare il magro stipendio, uscito da lavoro, andava
a pescare con il suo canotto. I pesci che pescava erano mangiati in famiglia, ma la moglie Barbara, quando la pesca era abbondante, andava a venderli per tre
soldi alle famiglie del vicinato. La donna che come tutte le mogli di Rio
Marina aveva il compito sia di allevare i figli sia di fare i salti mortali per
quadrare il magro bilancio familiare, quindi escogitò una lotteria mettendo in
palio il pescato del marito. Un giorno andò casa casa, chiedendo alle vicine di
prendere un numero e quello che usciva per primo sulla ruota di Firenze,
avrebbe comportato la vincita di un grosso dentice. Tutte comprarono un numero,
chi gli anni della figlia chi quelle del figlio o la data del suo matrimonio o
il giorno in cui era morta la mamma, insomma, la vendita dei biglietti della
lotteria, andava molto bene. È risaputo che il diavolo fa le pentole e non i
coperchi, così Assuntina prima di puntare chiese a Barbara di vedere il pesce
messo in palio, e questa rispose lesta: “Assunti’ il dentice Tonino lo deve
ancora pescare,ma tu intanto allottelo!”». Lorenzo
M.
