1 ottobre 2025

PALESTINA, IL PIANO TRUMP NON È UNA VIA D’USCITA

ilVicinato@ - Fonte notizia da face book - «Cominciamo dal “piano Trump”. Non è una via d’uscita: è un cessate il fuoco condizionato che lascia l’interruttore della guerra in mano a Netanyahu, con l’ammonimento esplicito di Trump: se Hamas dirà no, gli USA sosterranno in pieno la prosecuzione dell’offensiva, cioè lasceranno che Israele “finisca il lavoro”. Non c’è nessuna data certa per il ritiro dell’esercito israeliano, che già il governo dice di non voler fare; l’amministrazione di Gaza, commissariata dall’alto, è di fatto una gestione di un’area occupata piuttosto che a un percorso politico verso i diritti dei palestinesi. Il piano Trump è la pace come scenografia, mentre l’assetto di fondo resta immutato. E intanto a Gaza si continua a morire sotto le bombe e per fame e malattie. Non si parla, neppure come prospettiva futura, di costruzione di uno Stato palestinese. L’idea è di un governo di Gaza basato su un “consiglio di pace” guidato da Trump, e forse anche da Blair, definito “tecnocratico”, e chiamato a produrre “sviluppo illimitato” di case per “le persone della zona” (...) La verità è che senza il riconoscimento dello Stato di Palestina, senza la fine dell’occupazione e libertà di movimento per i civili palestinesi, quel “piano” resta un cartellone pubblicitario per future lottizzazioni e non un trattato di pace (...) Senza se e senza ma dobbiamo stare con i portuali, con i lavoratori, con i sindacati, che lottano e scioperano, con gli studenti che presidiano le università e le scuole, in definitiva dobbiamo essere al fianco di chi si impegna affinché non si perda la speranza negli ideali di umanità e di giustizia». Enrico Rossi