9 novembre 2025

HO FATTO COME IL “CAPITANO GARBINI”... ACQUAZZONE E MANCANZA D’INFORMAZIONE A PORTOFERRAIO

lomarchetti@ «Ero in macchina con mia moglie lo scorso venerdì 7 novembre, quando nel pomeriggio su Portoferraio cadeva “acqua a catinelle”. Giunti alla rotatoria della Casaccia, un’auto della polizia municipale impediva l’accesso sulla variante. Sapevo della possibilità di una strada alternativa per raggiungere Carpani. Ho girato, quindi, verso le Ghiaie e ho preso per via De Gasperi, una strada che però ho percorso poche volte.  La forte pioggia, inoltre, non mi consentiva di comprendere quale fosse la giusta direzione per giungere in Albereto. Allora mi sono fermato sul lato strada e ho fatto come il “capitano Garbini", vale a dire mi sono incolonnato dietro la fila di automobili e dietro di loro ho raggiunto Carpani, e poi San Giovanni e infine verso Rio Marina. Mi preme segnalare che nessuna segnalazione sia stata data dal comune dell’imminente precipitazione né sulla viabilità alternativa per uscire da Portoferraio, penso dell’immagine offerta ai turisti. Io ho fatto come il “capitano Garbini”, un detto piaggese che merita essere narrato. Dopo l’8 settembre 1943 un gruppo di elbani, marinai della Regia Marina, si trovavano a Genova sbandati e senza ordini, allora pensarono d’impossessarsi di una motozattera abbandonata e usarla per ritornare alle loro famiglie. Il natante c’era, ma mancava chi sapeva tracciare la rotta, leggere le carte nautiche, usare la bussola. Il Garbini, uomo astuto, non si perse d’animo. Così con prese il comando e fermò il bastimento fuori il porto. Tra l’altro occorreva non dare nell’occhio per non essere scoperti. Di lì passò una nave mercantile e il “capitano Garbini” chiese: “Dove andate? Veniamo con voi perché abbiamo un problema al motore, se si ferma ci date voi uno strappo (un traino) ?”. Il comandante della nave acconsentì e così i “nostri” poterono allontanarsi dalla Liguria e, sani e salvi, raggiunsero i loro familiari». Lorenzo M.