lomarchetti@ - «Siamo
a Rio Marina nei primi anni ’70 quando un vestito da uomo in tinta unita completo di giacca, pantaloni e cravatta si chiamava ancora mutatura, un vocabolo ora in disuso, che però si trova ancora nei vecchi
vocabolari della lingua italiana. Questo abbigliamento era usato in occasioni
particolari quali cerimonie civili o religiose, oppure quando si andava in
continente o in un ufficio di riguardo di Portoferraio. Insomma, la muratura
era come una divisa che gli uomini indossavano in occasioni rilevanti. Una
mattina, mentre il segretario comunale mi spiegava la giusta applicazione di un
articolo di legge, si ammutolì, e mi chiese: “Tu che sei attento ai costumi e
alle usanze di questo paese, sai dirmi perché quando vedete un uomo con un
vestito completo come quello che ora indosso io, gli chiede dov’è diretto? A me
pare una domanda assurda, e quando mi è rivolta, vado su tutte le furie specie
quando dite che ho la mutatura!”. In quel momento udimmo bussare alla porta ed
entrò un’anziana impiegata che rivolta al segretario gli disse: “Come sta bene
dotto’, o dove va con questa bella mutatura? Va in continente!”. Lui, anziché
ringraziarla per quello che voleva essere un complimento, divenne rosso dalla rabbia e con un gesto di stizza tirò all’aria tutti i fogli che aveva in mano e
sconsolato si sedette sulla sua poltrona. Larga la foglia, stretta la via dite
la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo
M.
