lomarchetti@
- «Giovanna era una ragazza di paese,
mora, con occhi castani e capelli ricci, alta un metro e quasi ottanta che viveva
con la mamma vedova e la sorella nubile in un casolare nella campagna di Rio. Giovanna,
per arrotondare le magre entrate di casa, allevava polli e conigli e coltivava l’orto, poi vendeva al mercato le mercanzie frutto del suo lavoro contadino. Lei avrebbe
voluto farsi una famiglia con marito e figli, ma nessun giovanotto l’avvicinava, sia per la considerevole mole che raggiungeva i cento chili sia per un
carattere poco socievole, per meglio dire schivo, brusco e cupo, insomma, era una ragazza rovescia! che i più chiamavano Giovannona. Un giorno però, quasi per caso, al
rientro dal mercato, si soffermò a conversare con il fabbro del paese
che anche se anziano con moglie e figli, non disdegnò l’amicizia di quella giovane
ragazza. Si sa come da cosa nasce cosa, e siccome né l’uomo né la donna sono di
legno, lui un giorno sbarrò l’uscio di bottega e i due entrarono in una profonda intimità. E,
dai oggi e dai domani, Giovanna si accorse di essere incinta. Si confidò con la
sorella la quale impaurita le disse di andare senza indugio da Chiarina, la
mammana del paese, e quindi non portare avanti la gravidanza. Giovanna, però, sentiva
quel frutto crescerle nel suo seno che la notte pareva conversare con lei. Insomma, finalmente
aveva una cosa veramente sua. Quando il suo stato interessante apparve
evidente, le comari, fra le tante cose, si chiedevano come avrebbe fatto una donna così selvatica ad
allevare un figlio. La nostra Giovanna non si curò di loro e
imperterrita andò avanti per la sua strada di madre-coraggio. La bimba nacque
bella, forte e intelligente, tant’è che sin dalle scuole elementari finì negli
albo d’oro degli alunni meritevoli predisposti dalle suore. "La figlia del peccato", come la bollavano le comari, crebbe gioiosa, si sposò con un bravo uomo di
mare, e oggi è una felice bisnonna di tanti bei nipotini. Giovannona mori nel
1983, l’anno in cui usci la
canzone "La donna cannone" di Francesco De Gregori… “E in faccia ai maligni e ai superbi il mio
nome scintillerà”. Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.
