lomarchetti@ - «Non
ha mai voluto perdere. Era un bambino e quando giocava nel cortile con gli amichetti,
se perdeva, prendeva il pallone e scappava verso casa. Lo stesso faceva da giovanotto
quando giungeva in paese, dove trascorreva l’estate con i familiari, se ai tornei dei bar
la sua squadra perdeva, lui prendeva il pallone e fra le lacrime si rifugiava
in casa. Insomma, non ha mai accettato perdere, un vizio che non lo ha abbandonato
nemmeno ora che è vecchio. Oggi non ha più il pallone da portare in famiglia,
ma cerca di vincere usando quei pochi sprazzi di potere che gli sono rimasti… ma
fino a quando ne può godere? Diceva un vecchio saggio: "Un po' corre il cane e un po' la lepre"... E lui che farà?». Lorenzo M.
