16 gennaio 2026

RIO, LA CAPANNA DI GRASSERA E IL SORDO : “Tanto prima o poi le scale del comune non le salirai nemmeno te!”

lomarchetti@ «Da quando era in pensione non passava giorno che dalla sua casa di via Principe Amedeo, non andasse a piedi fino alla campagna di Grassera. Qui aveva una vigna di ansonica, alcuni alberi di ulivo e altri da frutto, aveva pure una tipica capanna di quelle che sull’Isola non  si vedono più: rettangolare, con muri a secco alti circa un metro e mezzo e un tetto a capanna fatto con faggina. Era un riparo che lui usava per se quando pioveva ma pure come cantina e ricovero degli attrezzi. Lui era un membro del partito comunista, ma era iscritto alla cellula “X” dov’erano segnati tutti quei compagni e compagne che per motivi vari non potevano risultare ufficialmente membri del Pci. Suo figlio era un graduato dell’esercito, quindi lui evitava di prendere parte ai comizi e alle discussioni di piazza o di bar. Aveva però un forcino che gli rodeva dentro: troppe scelte del governo nazionale ma anche di quello comunale gli parevano storte. E allora come sfogarsi? All’epoca il sindaco di Rio Marina era l’onorevole Erisia Gennai Tonietti, parlamentare democristiana e appartenente alla corrente scelbiana, che tra l’altro, era sua cugina di secondo grado. Lui era sordo e pertanto non regola il volume della voce, perciò tutti quelli che passavano per i campi di Grassera lo sentivano inveire contro la parente: “Vergognati per quello che fai, ma anche per quello che non fai. Ti pavoneggiavi da bambola e ti pavoneggi anche da vecchia”. Tanto prima o poi le scale del comune non le salirai nemmeno te!”. Insomma, con questo canovaccio andava avanti finché non arrivava Gigi, suo vicino di campagna, l’amico e compagno nella fede politica. Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.