10 febbraio 2026

C’ERA CALISTO DI DELFINA E C’ERI ANCHE TU!

lomarchetti@ «I bamboli degli anni ’50-60 erano sicuramente più fastidiosi dei loro nipoti di oggi i quali s’isolano da tutto e da tutti davanti alla tv, o peggio ancora, giocando, curiosando o messaggiando con lo smartphone. Noi ultrasessantenni, invece, nelle lunghe giornate estive quando il mare era mosso e non ci consentiva di fare il bagno e le nuvole c’impedivano crogiolarsi al sole nella spiaggia della Caletta e sul molo, eravamo presi dalla noia perché non sapevamo cosa fare. Alcuni davano un calcio al pallone, sotto il Tempio (piazza Mazzini) o da Carlotta (via delle Vigne) finché non arrivava la guardia municipale che lo sequestrava. Altri invece ciondolavano sotto gli alberi pe’ la via di Rio dove prendevano di mira i passanti, deridendoli per l’aspetto fisico o per la maniera di esprimersi o di parlare. Insomma, ammazzavano il tempo bighellonando e facendosi beffa del prossimo, questo era il modo peggiore per arrivare all’ora di cena, ma si sa che la noia è la madre dei vizi! Le persone derise, tuttavia, non subivano passivamente le angherie di quei manutengoli, sì c’era chi li ignorava, ma i più rispondevano per le rime, tirando in ballo pure i loro antenati, c'era pure chi li inseguiva col bastone, anche se loro correvano più veloci della vittima. La pena peggiore inflitta a quei monellacci era causata dalle vittime che si rivolgevano agli ignari genitori, cioè facevano il cosiddetto “ringrazio”, così quando rientravi a casa, la mamma, prima ti appiccicava uno sganascione e poi ti chiariva il perché te lo aveva dato con il consueto: “Guai a te se lo rifai!”. Una domenica mattina, all’uscita dalla messa, una signora che era stata vittima di uno sberleffo dovuta al suo parlare a intermittenza, fermò una coetanea alla quale raccontò che il giorno precedente era stata presa in giro da un gruppo di ragazzacci. Il figlio dell'interlocutrice si fece subito avanti, e rosso in faccia poiché in colpa, affermò che lui in quel gruppo non c’era, ma la donna che fino allora voleva scagionarlo, sentenziò infuriata: “C’era Calisto di Delfina e c’eri anche tu!”. Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.