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- «I bamboli degli anni ’50-60 erano
sicuramente più fastidiosi dei loro nipoti di oggi i quali s’isolano da tutto e
da tutti davanti alla tv, o peggio ancora, giocando, curiosando o messaggiando
con lo smartphone. Noi ultrasessantenni, invece, nelle lunghe giornate estive
quando il mare era mosso e non ci consentiva di fare il bagno e le nuvole
c’impedivano crogiolarsi al sole nella spiaggia della Caletta e sul molo, eravamo presi dalla noia perché
non sapevamo cosa fare. Alcuni davano un calcio al pallone, sotto il Tempio
(piazza Mazzini) o da Carlotta (via delle Vigne) finché non arrivava la guardia
municipale che lo sequestrava. Altri invece ciondolavano sotto gli alberi pe’
la via di Rio dove prendevano di mira i passanti, deridendoli per l’aspetto fisico
o per la maniera di esprimersi o di parlare. Insomma, ammazzavano il tempo
bighellonando e facendosi beffa del prossimo, questo era il modo peggiore per
arrivare all’ora di cena, ma si sa che la noia è la madre dei vizi! Le persone
derise, tuttavia, non subivano passivamente le angherie di quei manutengoli, sì
c’era chi li ignorava, ma i più rispondevano per le rime, tirando in ballo pure
i loro antenati, c'era pure chi li inseguiva col bastone, anche se loro
correvano più veloci della vittima. La pena peggiore inflitta a quei monellacci
era causata dalle vittime che si rivolgevano agli ignari genitori, cioè
facevano il cosiddetto “ringrazio”, così quando rientravi a casa, la mamma,
prima ti appiccicava uno sganascione e poi ti chiariva il perché te lo aveva
dato con il consueto: “Guai a te se lo rifai!”. Una domenica mattina,
all’uscita dalla messa, una signora che era stata vittima di uno sberleffo
dovuta al suo parlare a intermittenza, fermò una coetanea alla quale raccontò
che il giorno precedente era stata presa in giro da un gruppo di ragazzacci. Il
figlio dell'interlocutrice si fece subito avanti, e rosso in faccia poiché in
colpa, affermò che lui in quel gruppo non c’era, ma la donna che fino allora
voleva scagionarlo, sentenziò infuriata: “C’era Calisto di Delfina e c’eri
anche tu!”. Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.
