17 febbraio 2026

IL 17 FEBBRAIO I VALDESI CELEBRANO LA FESTA DELLA LIBERTÀ

elbaevangelica@ - «I protestanti italiani il XVII febbraio di ogni anno fanno festa: ricordano le "Lettere patenti" con cui re Carlo Alberto concesse nel 1848 i diritti civili e politici ai valdesi. Quel giorno nelle Valli Valdesi del Piemonte furono accesi tanti falò perché era stato posto fine a secoli di discriminazione verso quella minoranza religiosa. Sino allora, infatti, ai valdesi era proibita la frequenza delle scuole pubbliche ed era vietato l’esercizio delle professioni, se non quella di notaio e di medico, però a esclusivo vantaggio dei propri correligionari. Fuori dal “ghetto alpino” delle loro valli, essi non potevano nemmeno possedere beni immobili, mentre le amministrazioni comunali dovevano essere composte in maggioranza da cattolici, anche nei comuni quasi totalmente valdesi. Per quanto concerne l’esercizio del culto, questo continuò a essere consentito solamente in un certo numero di templi autorizzati, situati nelle località più elevate, con assoluto divieto di attività religiose fuori da quei luoghi. I valdesi si batterono fin da subito affinché la libertà ottenuta fosse anche libertà di culto, di predicazione e d’insegnamento. Da allora ogni XVII febbraio i valdesi celebrano la libertà, come dono di Dio e conquista umana e, davanti ai falò o durante i culti, cantano il “Giuro di Sibaud”, un inno a tutti loro assai caro. Sibaud è una borgata dell’alta Val Pellice, dove i 900 valdesi tornati dall’esilio in Svizzera nel milleseicento con una lunga marcia fra i monti, giurarono fedeltà anzitutto a Dio, poi reciproca ubbidienza e lealtà fra soldati e ufficiali».