14 marzo 2026

LA RADIO DEMOCRISTIANA

lomarchetti@ - «Lui, minatore convinto comunista che non si era piegato nemmeno davanti alla squadraccia fascista, si rese conto come i suoi compagni di lavoro sapevano un sacco di cose di politica e del partito, fatti di cui lui era all’oscuro di tutto. Eravamo nel dopoguerra, c’era stato il referendum istituzionale e la Repubblica aveva vinto anche nel suo paese. Presto si sarebbero eletti i rappresentanti del popolo nel primo parlamento repubblicano. Il clima politico era in fermento: dopo il viaggio di De Gasperi negli Stati uniti, comunisti e socialisti erano stati sbarcati dal governo nazionale. Lo scontro politico con i democristiani si svolgeva in ogni dove, e innegabilmente fra i minatori dell’Isola d’Elba. I suoi compagni di partito e di lavoro avevano argomenti forti per controbattere alle argomentazioni dei loro colleghi della Dc, lui era costretto a tacere poiché non sapeva cosa dire, insomma, si sentiva menomato. Chiese al capo cellula del Pci: “Come fate a sapere tutte queste cose?”. Questo rispose: “Come non lo sai che tutte le sere alle otto trasmette Radio Praga in italiano, è annunciata da tre squilli di tromba”.  “Ma dove?”, chiese lui. “Alla radio”, rispose l’altro. “E dove si compra questa radio?”, chiese lui incuriosito. “Le vendono Gastone e Barilone”, lo esaudì il compagno. Allora andò da Barilone, che stava al Sasso come lui, la comprò, la portò a casa, la mise sul mobile, attaccò al muro l’aereo (il filo di rame che faceva da antenna al muro), girò la manopola e la accese. L’apparecchio era sintonizzato, per puro caso, su Radio Vaticano, e subito parti a squarciagola la sigla di: “Cristus vincit, Cristus regnat…”. Il venditore si era dimenticato di dirgli a casa serviva l’altra manopola. Lui, infuriato come un toro in calore, agguato l’apparecchio e di corsa lo riportò a Barilone urlando: “Ripigliati sto cazzo e ridarmi i mi’ soldi, m’hai venduto una radio democristiana ed io non so che farmene!”.  Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.