lomarchetti@ - «Un
luogo comune che riguarda la città di Genova, che suscitata sempre più
curiosità, è: "I genovesi sono tirchi". Da dove trae origine questa diceria?
In questo senso c’è un motivo di
tipo architettonico. Avete notato che a Genova in tanti palazzi antichi le
finestre sono solo dipinte? Il motivo è che nel 1700 il governo istituì una
particolare tassazione che colpiva le case secondo quante finestre
avessero a disposizione. Molti genovesi decisero allora di murare le finestre,
dipingendone sulle facciate, in modo da pagare meno tasse. Frequentando amici
genovesi, molto spesso, si sente la frase: “Belin, e son palanche!”. Questa segna l'importanza che questi
danno ai soldi. Non molti anni fa a me è capitato di andare in un bar di Rio
Marina, prendere un caffè, e poi attendere alcuni professionisti che giungevano
da Genova con il traghetto delle 9.10, io li dovevo accompagnare al Palazzo
del Burò per un fare incontro sul Parco minerario. Dopo i saluti di rito, uno di
loro mi disse: “Lorenzo, prendiamo un caffè?”. “Grazie, risposi io, ma non me
lo posso permettere”. Ovviamente perché avevo già consumato l’unica tazzina di
caffè della giornata che mi consentiva la mia pressione arteriosa. Il mio
amico, però, con tono rassicurante mi disse: “Guarda che pago io!". Insomma, come dire che non io ma lui cacciava fuori le palanche. Larga la foglia, stretta la via dite la
vostra che ho detto la mia…».
Lorenzo M.
