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- Fonte notizia stampa locale - «Desta allarme la recente
proposta di legge a firma della presidente del consiglio Giorgia Meloni e della
ministra alle pari opportunità Eugenia Roccella che prevede la soppressione
della figura della consigliera di parità e l'istituzione di un organismo di
parità nazionale che subentrerebbe nelle funzioni attualmente svolte dalle
consigliere. La consigliera di parità è una figura istituita nel 1991 con la Legge
125/1991, ora compresa nel DL 198/2006, per la promozione dei principi di
uguaglianza, di opportunità e di non discriminazione tra uomini e donne nel
mondo del lavoro. Nominata con decreto del ministro del lavoro, previa
selezione con valutazione comparativa e designazione dell'ente di riferimento,
questa figura istituzionale è articolata su tre livelli territoriali:
consigliera nazionale di parità presso il ministero del lavoro, consigliera
regionale di parità presso la regione e consigliera provinciale presso la
provincia. Sottolinea Maria Grazia Dainelli, consigliera provinciale di parità
di Livorno: “La preoccupazione maggiore è il fondato rischio che un eccessivo
accentramento anche delle funzioni attualmente svolte dalle consigliere di
livello locale, possa causare l’inevitabilmente impoverimento del lavoro svolto
da soggetti competenti e qualificati, già riconosciuti come presidi e punti di
riferimento per le persone che subiscono discriminazioni. Inoltre, una riforma
in tale direzione porterebbe, di fatto, alla dispersione della fattiva e
costruttiva collaborazione raggiunta con gli atri attori del territorio:
istituzioni, aziende, parti sociali e associazioni”».
