15 marzo 2026

QUEL 18 APRILE DEL ’48 E LA RADIO DEMOCRISTIANA SCARAVENTATA NEL CARUGLIO

lomarchetti@ - «A soli tre anni dalla fine della guerra, l’Italia viveva un clima di fortissima contrapposizione politica che era specchio della divisione mondiale nei due blocchi protagonisti della guerra fredda. Le elezioni del 18 aprile 1948 erano, quindi, una normale competizione tra schieramenti avversari. Fin dalle prime battute della campagna elettorale apparve chiaro che la lotta si svolgerà tra il Fronte popolare di comunisti e socialisti e la Democrazia cristiana. La chiesa cattolica si schierò apertamente a favore di quest’ultimo partito attraverso i Comitati civici. Fondamentale la radio, da dove padre Riccardo Lombardi, “il microfono di Dio”, terrorizzava quotidianamente gli elettori con la descrizione dell’inferno comunista, un mondo di senza dio che distruggono le famiglie e assassinano i preti. Già la radio, ascoltata pure di la dal Canale nel paese del ferro e del mare. Ricordiamo quel paesano di provata fede comunista, si presentò un giorno a casa con una radio acquistata arate da Gastone Pagnini. La moglie e la figlia fecero salti di gioia, finalmente potevano ascoltare, sedute comodamente sull’ottomanne (il divano) nel salotto di casa, le canzoni e le trasmissioni radiofoniche in voga in quel dopoguerra. Lui, invece, ogni sera alle otto ascoltava i tre squilli di tromba con cui Radio Praga annunciava la trasmissione "Oggi in Italia", il volume era al massimo perché pure i vicini democristiani “dovevano sentire le notizie reali”. Quelli sì che erano comunicati veri, non mica quelli che trasmetteva Radio Sera, la radio democristiana! Si giunse così alla tanto attesa sera del 19 aprile, lui con il bimbo in collo aspettava i primi risultati. A Rio Marina il Fronte popolare aveva vinto, e insieme ai compagni, aveva festeggiato e sul molo era stato acceso un gran fuoco per annunciare la vittoria ai compagni piombinesi che risposero in egual modo. Insomma, pareva fatta! La sconfitta dei clericali pareva a portata di mano. I primi dati elettorali che giungevano da Radio Praga, però, prima affievolirono e poi via via spensero il suo entusiasmo, si profilava una vittoria netta di De Gasperi e della Dc: “Le forze della reazione della conservazione avevano sconfitto il popolo lavoratore!”. Lui rosso in viso, mise il bimbo per terra, afferrò l’apparecchio radiofonico, spalancò la finestra e lo scaraventò nel caruglio (vicolo), e urlò: “Fuori da casa mia, anche te ti sei venduto ai padroni, sporco strumento democristiano!”. Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.