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soli tre anni dalla fine della guerra, l’Italia viveva un clima di fortissima
contrapposizione politica che era specchio della divisione mondiale nei due
blocchi protagonisti della guerra fredda. Le elezioni del 18 aprile 1948 erano,
quindi, una normale competizione tra schieramenti avversari. Fin dalle prime
battute della campagna elettorale apparve chiaro che la lotta si svolgerà tra
il Fronte popolare di comunisti e socialisti e la Democrazia cristiana. La
chiesa cattolica si schierò apertamente a favore di quest’ultimo partito
attraverso i Comitati civici. Fondamentale la radio, da dove padre Riccardo
Lombardi, “il microfono di Dio”, terrorizzava quotidianamente gli elettori con
la descrizione dell’inferno comunista, un mondo di senza dio che distruggono le
famiglie e assassinano i preti. Già la radio, ascoltata pure di la dal Canale
nel paese del ferro e del mare. Ricordiamo quel paesano di provata fede comunista,
si presentò un giorno a casa con una radio acquistata arate da Gastone Pagnini.
La moglie e la figlia fecero salti di gioia, finalmente potevano ascoltare, sedute
comodamente sull’ottomanne (il divano) nel salotto di casa, le canzoni e le
trasmissioni radiofoniche in voga in quel dopoguerra. Lui, invece, ogni sera
alle otto ascoltava i tre squilli di tromba con cui Radio Praga annunciava la
trasmissione "Oggi in Italia", il volume era al massimo perché pure i
vicini democristiani “dovevano sentire le notizie reali”. Quelli sì che erano comunicati
veri, non mica quelli che trasmetteva Radio Sera, la radio democristiana! Si giunse
così alla tanto attesa sera del 19 aprile, lui con il bimbo in collo aspettava
i primi risultati. A Rio Marina il Fronte popolare aveva vinto, e insieme ai
compagni, aveva festeggiato e sul molo era stato acceso un gran fuoco per
annunciare la vittoria ai compagni piombinesi che risposero in egual modo. Insomma,
pareva fatta! La sconfitta dei clericali pareva a portata di mano. I primi dati
elettorali che giungevano da Radio Praga, però, prima affievolirono e poi via
via spensero il suo entusiasmo, si profilava una vittoria netta di De Gasperi e
della Dc: “Le forze della reazione della conservazione avevano sconfitto il
popolo lavoratore!”. Lui rosso in viso, mise il bimbo per terra, afferrò l’apparecchio
radiofonico, spalancò la finestra e lo scaraventò nel caruglio (vicolo), e
urlò: “Fuori da casa mia, anche te ti sei venduto ai padroni, sporco strumento democristiano!”.
Larga la foglia, stretta la via dite la
vostra che ho detto la mia…».
Lorenzo M.
