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- Alcuni stralci di una lettera del sig. Marco Dilaghi pubblicata sul
giornale ElbaReport.it: «Appena
sbarcati a Portoferraio dal traghetto da Piombino verso le 14.00 (di venerdì 3
aprile scorso, ndr), mia moglie ha avuto una brutta caduta, battendo la testa e
il polso, che si è subito gonfiato, rivelando una probabile frattura. Chiamato
il 112, è giunta dopo pochissimi minuti un'ambulanza il cui personale, attento
e competente, le ha prestato tutte le cure del caso e l'ha portata subito dopo
al Pronto Soccorso dell'Ospedale: anche lì è stata tempestivamente e
competentemente assistita dal personale presente; ma dopo la conferma
radiologica di una brutta frattura scomposta del radio del braccio sinistro,
che avrebbe reso necessario il pronto intervento di un medico ortopedico, i
sanitari presenti le hanno applicato una steccatura provvisoria, chiedendo di
ripresentarsi il giorno dopo, perché l'ortopedico, reperibile solo
telefonicamente, aveva disposto in tal senso per le vie brevi. Visto tuttavia
che il dolore era sempre più forte nonostante la somministrazione di
antidolorifici, e per non rischiare di compromettere, a causa di tale ritardata
assistenza ortopedica, la guarigione dell'arto lesionato, abbiamo deciso di
riprendere il primo traghetto di ritorno e dirigerci su altro Pronto Soccorso
sulla terraferma, dove fortunatamente abbiamo trovato sia un radiologo che un
ortopedico (…) Ora mi chiedo: come è possibile che il Pronto Soccorso di un
Ospedale di una comunità come l'Isola d'Elba (che anche al di fuori della
stagione estiva conta più di 30.000 abitanti ma d'estate e nelle più importanti
festività decuplica addirittura le presenze) non possa essere messo in grado di
assicurare in tutti i mesi dell'anno una sicura, quotidiana presenza di più
medici specialisti nei principali servizi presidiati? (…)».
