lomarchetti@
- «Siamo agli inizi degli anni ’70
e la mia mamma deve subire un importante intervento chirurgico al Cto di
Firenze, diretto dal prof. Calandriello. Il mio babbo decide di trasferirsi a
Firenze e gli è consigliato di alloggiare in un pensionato delle suore che si
trova nel viale Michelangelo, proprio nei pressi dell’ospedale. Così, la
mattina precedenze all’operazione, non avendo né patente né auto, parte con il
treno e alla stazione acquista l’enigmistica tascabile e l’Unità. Giunto alla
stazione di Santa Maria Novella prende un taxi, raggiunge il pensionato delle
suore e chiede una camera. La giovane suora della reception dopo averlo squadrato
da capo a piedi e con un leggero rossore sul viso, lo invita ad attendere. Dopo
poco si presenta una suora anziana, probabilmente la direttrice dell’istituto,
che con tono gentile ma fermo, di quelli che non ammettono repliche, gli
comunica che non ha posti disponibili, lo saluta e gli indica l’uscita. Solo
dopo il mio babbo si rese conto che in modo abituale, così com’erano solito
fare i militanti comunisti, aveva messo l’Unità in tasca con la testata in
bella vista. Larga la foglia, stretta la via dite la
vostra che ho detto la mia…». Lorenzo M.
