12 maggio 2009

ELEZIONI 2009: perché Bosi che è di centro si preoccupa della confusione che regna nella destra elbana?

marchetti.lorenzo@tiscali.it - Leggo su Tenews che dopo la presentazione delle liste c’è chi ha rilevato «lo stato di crisi di partiti che non riescono più a svolgere in modo efficace la loro costituzionale funzione (…), diventando essi stessi motori di divisioni fra i livelli locali e quelli superiori». E’ un giudizio che io non condivido, perché i partiti non sono tutti uguali. Il Partito Democratico, seppure coi limiti che ho individuato nel mio precedente post, ha scelto democraticamente, nelle sue strutture di base, i suoi candidati nei tre collegi elbani per le provinciali, e lo stesso ha fatto per individuare le liste civiche a cui dare il proprio sostegno. Altrettanto non lo si può dire per il Popolo della Libertà che in provincia, ad esempio, presenta tre “multietnici”, come li definirebbe Bossi con l’avvallo di Berlusconi, catapultati dalla costa, come i cinque + uno candidati a sindaco. E' vero: «Il Popolo del centrodestra - come ha scritto il commissario provinciale dell’UdC - è stato diviso con imposizioni dall’alto e scelte dettate da scarso collegamento con il territorio». A questo punto, però, una domanda mi sorge spontanea: perché Bosi che è di centro, e il suo partito nel parlamento siede nei banchi dell’opposizione, si preoccupa tanto della confusione che regna nella destra elbana? Io proprio non lo capisco. Ecco, forse è proprio questa la confusione che porta i cittadini a fare di tutt’erba un sol fascio e facendoli cadere nel qualunquismo.