LE SBARRE A PIOMBINO, lettera aperta a Luciano Guerrieri: il traghetto per noi cittadini dell’Elba è come un autobus
marchetti.lorenzo@tiscali.it - Caro Luciano, ci conosciamo e stimiamo da tanti anni però, con tutta sincerità, ti dico che non comprendo come tu abbia potuto far installare quei caselli sul porto di Piombino senza prima consultarti con coloro che rappresentano i cittadini elbani e i loro interessi: categorie economiche, forze sociali, enti locali, APT, Camera di commercio, ecc. Ma ti dico di più. A mio giudizio, un’innovazione così importante è stata sottovalutata dall’Autorità Portuale, invece meritava pure una preventiva simulazione sia sull'intasamento del traffico sia sugli aspetti umani che può provocare. Ti porto alcuni esempi. Annina ha 99 anni e vive a Rio insieme a una figlia. Ogni tanto questa l’accompagna al porto di Piombino dove, ai piedi della passerella del Planasia, l’attende con l’auto l’altra figlia che l’ospiterà a Piombino per qualche settimana. Gianni ha la famiglia a Porto Azzurro, ma lavora sulla terraferma, così ogni domenica sera appoggia nel garage del traghetto le valige piene di vestiti stirati, sughi e quant’altro le ha preparato sua mamma in modo e quantità tale da arrivare fino al prossimo week end. Dopo aver raggiunto a piedi l'auto, posteggiata in v.le Regina Margherita, va sottobordo del Planasia dove carica i suoi bagagli e parte alla volta di Livorno. Isolina ha problemi di deambulazione, vive all’Elba, ma ogni dieci giorni scende dal traghetto dove trova ad attenderla suo nipote che è venuto in automobile da Pisa per portarla a Cisanello, qui la donna si sottopone a una periodica terapia. Come faranno se lasci quelle sbarre? Caro Luciano, mi fermo qui, però potrei dilungarmi ancora perché per noi cittadini dell’Elba prendere il traghetto è come per un piombinese salire sull’autobus per Salivoli. Quello che mi fa ulteriormente meraviglia è come queste situazioni siano state sottaciute dalla Segretaria Generale dell’APP che da elbana-pendolare dovrebbe ben conoscerle. Mi auguro che gl’imbarchi da e per l’Elba siano liberati dalle sbarre e che quei caselli siano destinati solo alle tratte più lunghe o, meglio ancora, a quelle internazionali. Con l’amicizia di sempre, Lorenzo