31 agosto 2009

IL MONELLO GIOVANNI MUTI non guarda a spese: cerca di discettare su quesiti inesistenti e diffondere il virus del complottismo

ilvicinato@libero.it - Per distinguere Giovanni Muti dagli altri che conosciamo, e per non confonderlo con terze persone, come ha fatto Chiara, lo chiameremo “il Monello”. Orbene, quest’uomo, dopo la batosta elettorale portoferrajese, cerca ora di ritornare a galla, e lo fa in modo non certo ortodosso. Prima ha cercato di discettare su un quesito inesistente: «se sia immorale utilizzare il culo per diffondere idee giuste sollevato dal Marchetti, rivela tutti fremiti moralistici di cui è intrisa la sinistra elbana», oggi cerca di diffondere il virus del complottismo, così come ieri faceva con quello dell’antipiombinesite. Non bada a spese e, da quel monellaccio qual è, fa di tutt’erba un fascio: «I responsabili politici di questo piano scellerato che mira allo smantellamento dei servizi essenziali risiedono nei palazzi fiorentini e livornesi santuario di lobby politico affaristiche di vario colore e con enormi interessi sull’isola. Certo, questo piano non potrebbe essere realizzato senza la partecipazione attiva dei “collaborazionisti locali». Persone come il Monello non realizzano certo gli interessi dell’isola, essi fanno di tutto affinché Noi cittadini dell’Elba ci imbrogliamo e guardiamo solo le finte sagome di cartone, senza riuscire a cogliere nel segno quelle che sono le vere controparti per portare a soluzione le nostre necessità: la semplificazione istituzionale, l’attuazione dell’industria dei turismi, la difesa dei collegamenti marittimi, il rafforzamento delle strutture sanitarie, il PNAT che non sia una proloco che gestisce vincoli e promuovere conferenze, l’inversione di quella tendenza che mira a ridimensionare le scuole statali e punta alla chiusura di degli uffici periferici di governo… ecc… ecc.