26 gennaio 2010

SE IO FOSSI SINDACO... a Portoferraio, salverei dal cemento Calata Italia

giovannimuti@virgilio.it - La domanda, cosa farei io se fossi sindaco, dovrebbero farsela tutti coloro che fanno politica o che la commentano. La risposta non dovrebbe essere, però, in politichese o in ”seghismo” di sinistra, un linguaggio tipico dei “nuovi colti“ che cercano di camuffare l’inconsistenza degli argomenti con espressioni complicate, fumose. Dovrebbe essere semplice e chiara, visto che bisognerebbe essere onesti almeno con se stessi. Ebbene, io vivo a Portoferraio e se dovessi rispondere, cosa farei io, per arrestare il degrado del centro storico, tanto per fare un empio, e dovessi rispondere, indicando azioni concrete, confesso, sarei in grande difficoltà. Non ne avrei invece a scrivere una serie di articoli per criticare Peria e compagni perché non riescono a farlo. E questo mi dice che è molto più facile criticare che fare. La politica del fare, tuttavia, ha percorsi difficili e pericolosi. In alcuni casi è meglio non fare che fare danni. Se fossi seduto sulla sedia di Peria, in questo preciso memento farei una cosa sola e non riuscirei a pensare ad altro. E la farei subito essendo certo di fare la cosa giusta: bloccherei immediatamente i lavori iniziati ieri in Calata Italia. Si tratta di una gigantesca colata di cemento direttamente in mare che, in termini di danno storico ambientale, rappresenta una delle offese più gravi che l’intera isola abbia mai dovuto subire. E passerei alla storia con grande merito, come sarebbe passato chi avesse avuto la forza di bloccare, tanto per rimanere a Portoferraio la costruzione del Residence e del Grattacelo. Giovanni Muti (Il Monello)