22 marzo 2010

LE AFFINITÀ FRA LIVORNO E L’ELBA: un crogiolo di tradizioni, un miscuglio di differenze. Sabato è morto Italo Piccini, un livornese verace

marchetti.lorenzo@tiscali.it - Confesso che se i miei genitori, anziché trasferirsi a Piombino, mi avessero allevato a Livorno difficilmente mi sarei stabilito all’Elba, magari con la gioia di quelli che mi considerano un rompiscatole. Ha scritto il Tirreno che Livorno è una “repubblica” a sé stante rispetto al resto del mondo, e in questo ho letto un’affinità con lo spirito di noi elbani. I legami fra la città labronica e l’isola, infatti, sono molteplici: due crogioli di tradizioni eterogenee venute dal mare, miscugli di differenze sociali culturali e religiose. Non a caso, fino al 1926, la provincia comprendeva solo la città di Livorno e i comuni dell’Isola d’Elba, come risulta dallo stemma dell’ente. Tuttora molte famiglie isolane, e riesi in particolare, vivono a Livorno, vi si trasferirono negli anni 50-60. Mentre chiudo questo post apprendo che sabato è morto Italo Piccini, lo storico console dei portuali, un livornese verace che ho avuto modo di conoscere e frequentare, nonché di apprezzarne le doti umane, politiche e manageriali. Italo, con le sue intuizioni, ha salvato il futuro del porto di Livorno e, di conseguenza, l’economia dell’intera città. Alla famiglia e al figlio Roberto, presidente dell'autorità portuale labronica, giungano le mie più sincere condoglianze. Lorenzo