26 giugno 2010

Discutendo su “Acciaio”. L’autrice ha commesso un evidente errore di ambientazione. Quella descritta non è la Piombino né di ieri né di oggi

ilvicinato@libero.it - Un contributo critico su “Acciaio” , il romanzo di Silvia Avallone. «Il paesaggio sociale ed umano del romanzo è estraneo a Piombino, e non solo a quella di ieri, ma anche e forse ancora di più a quella di oggi. Può magari corrispondere a certe periferie di grandi città, dove la classe operaia vive in una condizione di marginalità, anche di tipo urbanistico, ma non certamente a Piombino, una piccola città industriale, dove i lavoratori delle fabbriche erano e continuano ad essere, al contrario, una presenza diffusa e per certi aspetti ancora "centrale" in termini sociologici. Comunque non ghettizzata e degradata come quella descritta dall'autrice, che da questo punto di vista ha commesso un evidente errore di ambientazione: errore in termini di storico-urbani e sociologici, appunto». Ovidio Dell'Omodarme