27 febbraio 2011

Qual è la nostra sorte di fronte alla morte? Essere subito con Dio perché si è operato con fedeltà, o essere in attesa della risurrezione dei morti?

sardellimichela@gmail.com - «Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo… Matteo 22, 30». Quando si muore si entra in una condizione analoga a quella di un sonno profondo, senza sogni, in cui si perde la coscienza del tempo e dello spazio. Quando dura il sonno? Può durare secoli e millenni, ma sembrerà sempre un attimo, perché nel sonno non ci accorgiamo del passare del tempo. Alla luce di questa concezione la risposta è che i morti dormono e saranno svegliati in spirito all’ultimo giorno. Molti interpretano l’espressione “dormire” come un eufemismo per dire essere morti, e la risurrezione dai morti avverrà alla fine, fino ad allora non è reso manifesto ciò che saremo. Buona domenica, Michela