23 luglio 2011

QUEL 25 LUGLIO 1943: ore 3 del mattino, il voto del Gran consiglio… nonostante le minacce di Mussolini. Ore 18 l’arresto del dittatore!

ilvicinato@libero.it - Spippolando sul web: «Tra le ore 17 del 24 e le ore 3 del mattino del 25 luglio 1943, in una riunione durata dieci ore, il Gran Consiglio del Fascismo (che non si riuniva dal 7 dicembre 1939), mise in minoranza Mussolini. L'ordine del giorno Grandi (redatto dallo stesso Grandi, da Ciano e da Bottai) che prevedeva l'allontanamento del duce del fascismo, prevalse con 18 si contro 7 no. Prima delle votazioni, parlò Mussolini: "Quest'ordine del giorno pone problemi molto gravi di dignità personale. Se il re accetta la restituzione della delega dei poteri militari, questo significa che io debbo essere decapitato. È meglio parlarci chiaro, io ho ormai sessant'anni e so cosa vogliono dire queste cose. Se poi domani il re, a cui portassi questo vostro ordine del giorno, dovesse rinnovare la sua fiducia in me, quale sarebbe la posizione di voi signori di fronte al re, di fronte al paese, di fronte al partito, di fronte a me personalmente?" Nonostante le domande di Mussolini, il Consiglio gli votò contro. Alle 18 dello stesso 25 luglio il re Vittorio Emanuele III farà arrestare Mussolini (sostituito con il generale Badoglio) e l'11 gennaio 1944 furono fucilati a Verona i "traditori del Regime", cioè i firmatari dell'ordine del giorno Grandi».