CENTO ANNI DALLO SCIOPERO DELL’UNDICI. Furono disarmati quei bastimenti che per tre secoli avevano assicurato prestigio e benessere alla gente di Rio
ilvicinato@libero.it – Erano i primi del novecento quando i dirigenti della miniera spinsero la piccola borghesia riese a acquistare dei bastimenti per il trasporto del minerale dai pontili dell’Elba orientale dello stabilimento portoferraiese. Una trentina tra armatori e capitani, ma anche commercianti e artigiani, accolsero l’invito, ma due anni dopo la Società annunciò che per ridurre le spese di trasporto avrebbe utilizzato dei natanti propri. Marinai e armatori fecero fronte comune con gli operai che proprio in quei giorni erano in agitazione contro la riduzione dei cottimi e l’annunciato taglio degli organici. La Società, temendo l’insorgere di ripercussioni politiche che avrebbero ostacolato l’attuazione dei suoi programmi, revocò la decisione. Tuttavia, nel 1911, i lavoratori del mare e i minatori incrociarono le braccia per solidarietà con lo sciopero proclamato dai dipendenti agli stabilimenti di Portoferraio e Piombino. La Direzione della Società Elba non aspettava altro: proclamò una serrata generale. La lotta si concluse con la sconfitta degli scioperanti, e per il trasporto del ferro fu soppresso l’impiego dei bastimenti degli “armatori liberi”. Si assistette, inermi, anche al disarmo di quei legni che per tre secoli avevano assicurato prestigio e benessere alla gente di Rio.