MICHELE SERVETO, sosteneva il carattere antiscritturale della dottrina trinitaria. Fu bruciato vivo nella Ginevra del protestante Calvino
sardellimichela@gmail.com - Così il Simbolo Atanasiano: “Dio è il Padre, Dio è il Figlio e Dio lo Spirito Santo. Ma non sono tre dèi, bensì un solo Dio”. Questa è considerata la dottrina centrale della religione cristiana, e così viene insegnata da oltre sedici secoli. Ma lo è davvero? Nel corso degli anni alcuni uomini e donne coraggiosi osano sostenere, spesso a prezzo della loro stessa vita, che la Bibbia insegna altrimenti. Michele Serveto era uno di questi, e in quei primi anni della Riforma, benché protestanti e cattolici si odiassero fra loro, si unirono in un odio ancora più grande verso quest’uomo. Serveto era di passaggio nella Ginevra del protestante Giovanni Calvino quando fu riconosciuto e incarcerato, rifiutò di ritrattare e fu bruciato vivo il 27 ottobre 1553. Morì pregando per i suoi nemici. Alcuni dei presenti, colpiti, divennero anch’essi antitrinitari! Questa brutale esecuzione indusse Lelio Socini, uno degli italiani che avevano già subìto l’influenza degli scritti di Serveto, alla stessa conclusione: la dottrina della Trinità non ha alcun sostegno nella Bibbia. Lelio parlò delle sue convinzioni col giovane nipote Fausto, che poi ne ereditò tutti gli appunti e gli scritti.