3 novembre 2011

REICHLIN: È l’ora dei ricostruttori. Ci vuole un programma vero, la riscoperta del dovere sociale, voglia di sapere, volontariato, impegno comunitario

ilvicinato@libero.it - «È del tutto fuori dalla realtà pensare a un ritorno al vecchio statalismo, così come sarebbe del tutto illusorio sfuggire alla necessità di politiche di rigore e di risanamento finanziario. La linea più realistica e soprattutto la sola che può costituire la base per una nuova alleanza tra le forze produttive è l’affrancamento dell’individuo dalle vecchie appartenenze e dei vecchi vincoli sociali. Ma le conseguenze possono essere molto diverse. Da un lato precarietà, insicurezza, esclusione sociale, aumento dei rischi della vita. Dall’altro lato una spinta potente a realizzarsi, a essere autonomi, ad affermare i nuovi diritti. Da un parte disgregazione sociale, egoismo, sfiducia nella democrazia, delega al capo. Dall’altra parte riscoperta dell’impegno sociale, voglia di sapere, volontariato, impegno comunitario. Gli esiti di questo contrasto sono aperti. È chiaro allora che la nostra elaborazione politica e programmatica deve puntare alla creazione di un soggetto capace di guidare società come queste valorizzando tutta la potenzialità di progresso che ci resta». L’articolo completo di Alfredo Reichlin è pubblicato sul sito www.unita.it