16 maggio 2016

PERLA AZZURRA, LA RAGAZZA DI RIO MARINA NEI CAMPI PROFUGHI: “È in questi momenti che capisci di dovere qualcosa alla vita, perché tu hai avuto tanto, forse troppo, e a qualcun altro non è toccata neanche una briciola della tua serenità”

ilVicinato@ -  Fonte notizia bacheca fb – Alcuni stralci del diario di Perla Azzurra Buonaccorsi, volontaria nel campo profughi di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia: «Ovviamente anche oggi vige la regola del "non dare niente in autonomia", per non incrinare i delicati equilibri. È difficile anche oggi, soprattutto quando una mamma incinta con già tre bambini al seguito ti si pianta davanti implorandoti. È difficile spiegare quando non ci sono neanche le parole, è complicatissimo quando il tuo sguardo indaffarato incontra nel silenzio i bellissimi occhi verdi di una bambina a cui è stato tolto rumorosamente tutto, incluso il diritto di essere bambina. Non riuscire a sostenere lo sguardo supplicante di una bambina per la troppa vergogna: è in questi momenti che capisci di dovere qualcosa alla vita, perché tu hai avuto tanto, forse troppo, e a qualcun altro non è toccata neanche una briciola della tua serenità. A volte basta nascere nella parte di mondo sbagliata, per ritrovarsi da un giorno all'altro a implorare uno sconosciuto, vergognosamente più fortunato di te, per una forchettata di tonno in più. Per sfamare i tuoi figli o te stesso. Viaggio con la mente alla velocità della luce: in un attimo siamo io, il mio compagno, i miei bambini, mia madre e mia sorella. Tutto ciò che di più caro potrei avere al mondo. In fuga dalle nostre case rase al suolo da un caccia, dalle nostre giornate ormai scandite dalle sirene di evacuazione, dalle nostre vite cancellate da una bomba. Arriviamo fin qui, affamati, sporchi e disperati, e ci bloccano. L'Europa non ci fa passare e ci lascia agli arresti domiciliari in un'area di servizio semi-abbandonata. L'Europa ci rifiuta!».