ilVicinato@ - Fonte notizia bacheca fb – Alcuni stralci
del diario di Perla Azzurra Buonaccorsi, volontaria nel campo profughi di Idomeni, al confine tra Grecia e
Macedonia: «Ovviamente anche oggi vige la regola del "non
dare niente in autonomia", per non incrinare i delicati equilibri. È
difficile anche oggi, soprattutto quando una mamma incinta con già tre bambini
al seguito ti si pianta davanti implorandoti. È difficile spiegare quando non
ci sono neanche le parole, è complicatissimo quando il tuo sguardo indaffarato
incontra nel silenzio i bellissimi occhi verdi di una bambina a cui è stato
tolto rumorosamente tutto, incluso il diritto di essere bambina. Non riuscire a
sostenere lo sguardo supplicante di una bambina per la troppa vergogna: è in
questi momenti che capisci di dovere qualcosa alla vita, perché tu hai avuto
tanto, forse troppo, e a qualcun altro non è toccata neanche una briciola della
tua serenità. A volte basta nascere nella parte di mondo sbagliata, per
ritrovarsi da un giorno all'altro a implorare uno sconosciuto, vergognosamente
più fortunato di te, per una forchettata di tonno in più. Per sfamare i tuoi
figli o te stesso. Viaggio con la mente alla
velocità della luce: in un attimo siamo io, il mio compagno, i miei bambini,
mia madre e mia sorella. Tutto ciò che di più caro potrei avere al mondo. In
fuga dalle nostre case rase al suolo da un caccia, dalle nostre giornate ormai
scandite dalle sirene di evacuazione, dalle nostre vite cancellate da una
bomba. Arriviamo fin qui, affamati, sporchi e disperati, e ci bloccano.
L'Europa non ci fa passare e ci lascia agli arresti domiciliari in un'area di
servizio semi-abbandonata. L'Europa ci rifiuta!».
