30 aprile 2017

IL VANGELO CI PARLA: “Voi, pecore mie, pecore del mio pascolo, siete uomini. Io sono il vostro Dio, dice il Signore… Ezechiele 34,3”. Dio non vuole che restiamo dei solitari

ilvicinato@ - Fonte Unione delle Chiese metodiste e valdesi - «Quante volte è stato abusato dell’amata immagine del pastore della pecora per legittimare il potere umano? Eppure non riusciamo a staccarci da questa immagine, nemmeno in tempi postmoderni o postcristiani. Anche il nostro testo, il padre dell’immagine nella nostra cultura, non ci riesce. Se n’è innamorato una volta e poi non la molla più. Tutto un capitolo, tutto quello che ha da dire lo dice con quest’immagine. Soltanto alla fine, l’ultimo versetto del capitolo, l'abbandona. Ecco, dove ci vuole portare la parola profetica: all’infuori di ogni immagine e immaginazione alla realtà del semplice essere umani. È un percorso di creazione: all’inizio siamo interpellati come pastori. Come pastori infedeli che abusano del loro potere. Poi, nel corso del testo, questo potere viene smascherato e demolito. Dio stesso diventa pastore al posto nostro. E noi diventiamo pecore, il suo gregge. Alla fine siamo uomini ed egli è il nostro Dio. Alla fine siamo uomini e donne creati da Dio. Secondo la sua immagine: Cristo, il nostro buon pastore. Dio non vuole che restiamo dei solitari». Alcuni stralci di una riflessione di Winfrid Pfannkuche, Pastore evangelico