ilVicinato@ - «Qualcuno potrebbe obiettare che il rischio (del megaporto, ndr) è
ormai scongiurato, dopo la presentazione del progetto vincitore del concorso di
idee indetto dal Comune. Ma non è così. A parte il fatto che il nuovo progetto
è un atto tardivo e senza alcun valore, né legale né formale, e che sa tanto di
mossa elettorale più tesa a calmare le acque che a invertire decisamente la
rotta, nei suoi contenuti non appare affatto rassicurante: è vero che elimina,
o attenua, alcune delle criticità più evidenti e allarmanti presenti nel Piano
Regolatore del Porto, ma prevede un allargamento di 5 metri di Viale
Margherita, un molo di sopraflutto leggermente più basso, ma sempre lungo 80
metri, un ancora più invasivo dragaggio dell'area portuale, un edificio con
esercizi commerciali (bar, atelier) a ridosso della diga foranea. Quello che è
emerso dalla presentazione della nuova proposta, non è più Marciana Marina, non
è più il gioiello descritto nella lettera, ma un paese senza storia e senza
anima, a cui è stata scriteriatamente tolta la propria identità». Pasquale Berti
